La Befana camionista
Uno scambio di messaggi con Ro, una telefonata e… via di corsa, salgo sul mio vecchio VW e vado alla stazione di servizio all’uscita di Busto Arsizio. Rò sta rientrando dal suo viaggio ed è di passaggio nelle mie coordinate. Io sono ancora in ferie e avevo un piccolo camion da consegnarle, gliel’avevo comprato prima di Natale, bisognava solo trovare il momento giusto per incontrarsi!
Le consegno il camioncino, la scritta “Follow your dreams” sembra fatta apposta per noi che abbiamo inseguito e realizzato il nostro sogno! Un piccolo regalo per una grande amica! Facciamo le foto di rito, chiacchieriamo, ci aggiorniamo sulle ultime novità.
Poi vediamo entrare un Volvo bianco guidato da una ragazza bionda, lei si ferma alle pompe del carburante. Noi ci guardiamo e : “Andiamo a conoscerla!?!”
Certo che si, ci avviciniamo, ci presentiamo e iniziamo a chiacchierare, lei è Mariana, è di Torino e come Rò fa frigo e supermercati, piattaforme, ecc. Rò le da la nostra targa fucsia, ci scambiamo i numeri di telefono e l’augurio di buona strada e naturalmente anche con lei le foto di rito! Una nuova amica a cui diamo il benvenuto nel gruppo!
Ciao a tutte buon 2026 e buona strada sempre ! ! !
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Ho continuato la ricerca…e ho trovato il podcast della trasmissione di Radio Dee Jay col Trio Medusa che intervista Chiara Francini, la protagonista del film “La voce di Cupido”, dove lei interpreta una donna camionista. Bello!
Buon ascolto!
Oggi mi ha chiamato un amico per dirmi che in radio aveva sentito parlare di questo film con protagonista una donna camionista e che verrà trasmesso prossimamente su Rai Uno martedi 30 dicembre.
Naturalmente sono andata a cercare qualche informazione che vi condivido, a partire dal video promo e da questo articolo:
Il link
Il testo
La provincia di Cosenza sfondo del film tv “La Voce di Cupido”, con Chiara Francini nei panni della protagonista/camionista Paola. Un viaggio esilarante sulle strade della Sila, alla ricerca non solo di un pezzo di ricambio, ma anche dei propri sentimenti profondi.
Il film – scritto da Maria Sole Limodio e Pietro Seghetti, e prodotto da Pepito Produzioni in collaborazione con Rai Fiction – viene girato in provincia di Cosenza tra Rende, Taverna, Zumpano, Castrolibero e San Pietro in Guarano, e andrà in onda prossimamente su Rai Uno, per la collana “Purché Finisca Bene”.
Nel servizio:
Sono curiosa di vederlo, e voi?
Ciao e buona strada sempre!
Ultimo appuntamento dell’anno con gli amici camionisti del Coast To Coast Truck Team e la Pro Loco cittadina. Per Natale in piazza a Giussano arriva il Babbo Natale Trucker a bordo del suo fiammante camion rosso per la gioia dei bambini che verranno a portargli la letterina e a fare la foto insieme a lui!
Ogni anno ci rivediamo in piazza, con il nostro banchetto, offrendo panettone e vin brulè a tutti quelli che passano a trovarci, il grande cuore dei camionisti si vede anche in queste piccole cose, fatte per donare un pò di gioia e scambiarci gli auguri per le feste di Natale. Vi aspettiamo numerosi domenica pomeriggio!
Ciao a tutti e buona strada sempre!
Il video-ricordo del nostro pranzo 2025!
Buona visione e buona strada sempre!
Dopo settimane di telefonate e messaggi per organizzare tutto, finalmente è arrivato il giorno del pranzo! Siamo tra i primi ad arrivare al “nostro” ristorante.
Ci ritroviamo sempre qui, al Ristorante Trattoria La 45, a Niviano di Rivergaro (PC), la prima domenica di dicembre. Mauro riserva tutta la sala per noi! Ormai è una tradizione che si ripete da tanti anni.
Vado subito a salutarlo e chiedo il permesso – ma non ce n’è bisogno – di sistemare un pò di cose nell’ingresso: i pannelli con gli scatti della nostra mostra fotografica, che si allarga di anno in anno con i volti di nuove ragazze – e dopo questo pranzo ce ne saranno ancora di più – , le magliette col nostro logo, il nostro libro, un pò di palloncini, rosa naturalmente, un cesto di gadget da regalare alle lady insieme alle targhe per le nuove arrivate, i disegni da colorare con le matite e i pennarelli per i bambini..
Poi arriva la Milly e di seguito pian piano tutti o quasi gli invitati (purtroppo come ogni anno qualcuno disdice all’ultimo per motivi di salute, l’influenza è sempre in agguato in questo periodo).
La sala si riempe di voci e sorrisi e abbracci e saluti e presentazioni: siamo più di cento, ci sono tante lady e tanti nostri amici e amiche, ogni anno è sempre bello ritrovarsi qui. Non siamo sempre gli stessi, non a tutti è possibile venire tutti gli anni, vuoi per la lontananza, vuoi per altri problemi, ma è bello rivedersi quando possibile e conoscere nuove colleghe e amici.
L’atmosfera che si crea è speciale, siamo tante persone legate dalla stessa passione per i camion e per la vita da camionista!
Le ore scorrono veloci tra una portata e l’altra della cucina piacentina, si gira tra i tavoli per salutare altri partecipanti, scambiare chiacchiere, c’è chi esce a fumarsi una sigaretta nel portico e continuare le chiacchierate nella fresca aria di dicembre (oggi per nostra fortuna c’è il sole!), e c’è chi va a fare un giro con Giordano sul suo TurboStar, anche lui Star della giornata!
Si può dire che oggi il silenzio non era presente in sala e nemmeno fuori!
Cerchiamo di fare la classica foto di gruppo, purtroppo alcune ragazze sono andate via prima e noialtre rimaste ferme in posa non ci sappiamo stare!
E poi arriva sempre il momento dei saluti, come si era riempita, pian piano la sala si svuota tra baci e abbracci e arrivederci a presto, sempre con la speranza di incontrarsi per strada, ma tante volte l’unica occasione di rivedersi è proprio al nostro pranzo.
Vedere andare via le persone contente della giornata passata in compagnia per noi che la organizziamo è il premio più bello !
Grazie a tutte le Lady e a tutti gli amici e le amiche che hanno partecipato, appuntamento all’anno prossimo, un abbraccio e buona strada sempre!!!
P.S. : ho cercato di fotografare tutti, ma come ogni anno non ci sono riuscita, mi perdo sempre in chiacchiere… cosi per rimediare ho fatto dei ferma immagine dalle riprese video, non sono belle come le foto, ma l’importante è esserci, anche se… qualcunomanca lo stesso, mi spiace!
La nostra amica Elisa Bianchi, dalle pagine della rubrica “Anche io volevo il camion”, ci fa conoscere sempre nuove colleghe!
Questa volta ha intervistato Roberta, che all’età di 52 anni ha rivoluzionato la sua vita realizzando un sogno che aveva da tanto: diventare camionista! Ed ora è felice alla guida del suo autoarticolato su e giù per l’Italia.
Tanta buona strada Roberta!
Il link dell’articolo:
L’articolo, inizia cosi:
A 52 anni ha scelto di rivoluzionare la propria vita diventando autista professionista, spinta dal timore di arrivare un giorno a chiedersi: «E se invece l’avessi fatto?»
Sarda di cuore e lodigiana d’adozione, con un passato da manager nell’hotellerie e una vita trascorsa a coordinare squadre, gestire il pubblico e affrontare emergenze. Poi il Covid, la crisi del settore alberghiero e la necessità – ma anche il desiderio – di rimettersi in gioco. È così che Roberta Bullegas ha ritrovato una passione che l’accompagnava fin da bambina: quella per i camion.
Oggi guida un bilico per la Sti Trasporti e ci racconta senza filtri come sia rinata in cabina. E, per chi la incontra sulla strada, ha anche un nome d’arte: «Zulema», come la protagonista della serie televisiva Vis a Vis, a cui tutti dicono assomigli parecchio.
Roberta, partiamo dall’inizio: da dove nasce la tua passione per il camion?
Credo sia innata. Da bambina riempivo i quaderni di scuola di disegni di camion. Era un mondo che mi affascinava, anche se poi la vita mi ha portata altrove, nel settore alberghiero, e così quella passione l’ho accantonata per anni, finché non è riemersa all’improvviso.
Quale è stata la scintilla che ha riacceso la fiamma per l’autotrasporto?
Dopo il Covid, il lavoro in hotel è diventato complicato. Poco personale, tante responsabilità e stipendi che non rispecchiavano più i ruoli che ricoprivo. Così ho lasciato quel mondo e mi sono rimessa in gioco, prima come cameriera in un’osteria, poi in ufficio. Io mi adeguo a fare tutto. Eppure, non ero soddisfatta, così ho provato a ritornare sui miei passi. Il caso ha voluto che mi trovassi a lavorare alla nuova apertura di un grosso hotel a Milano, ancora in fase di cantiere. Vedevo i camion e piano piano quella passione che avevo sotterrato per quasi venticinque anni è riemersa.
Venticinque anni nell’hotellerie: che percorso è stato?
Intenso, bellissimo, ma impegnativo. Ho iniziato come cameriera di copertura al Diana Majestic, poi piano piano ho fatto carriera, sono diventata seconda governate e infine prima governate, con un ruolo importante nella gestione dei piani dell’hotel. Ho avuto anche l’onore di seguire l’apertura dell’NH Concordia e di occuparmi della formazione del personale in altre strutture, in diverse città, della stessa catena. Con la nascita del mio primogenito ho preso una pausa del mondo alberghiero e ho lavorato in ufficio, ma successivamente sono tornata nel settore con l’apertura del Ramada Plaza Milano a cui tutt’oggi sono molto affezionata, è il mio successo più grande. Ho lavorato poi nel prestigioso hotel Gallia di Milano, dove ero responsabile della gestione di oltre sessanta persone. Era un lavoro stimolante, ma che mi inghiottiva. Dovevo essere sempre reperibile. Mi è capitato di tornare a casa, togliere la giacca, e subito dopo ricevere una telefonata in cui mi chiedevano di tornare in hotel. È stato un mestiere durissimo che mi ha portata a trascurare i miei due figli. Non bisogna mai sottovalutare nessuna professione.

A un certo punto, però, hai deciso di cambiare radicalmente.
Sì, come ho detto, ho provato a darmi un’altra possibilità nel settore, ma è durata poco, non c’erano più le condizioni. Ho lasciato definitivamente quella vita e sono entrata in logistica, lavorando come magazziniera per un grosso marketplace eCommerce nel settore della moda. Avevo un contratto indeterminato e fiducia da parte dei miei responsabili, ma sentivo che non era quello il mio posto e già pianificavo un futuro diverso per me.
In cabina hai trovato il tuo posto?
Penso proprio che andrò in pensione facendo questo mestiere.
Come sei arrivata alla consapevolezza che volevi fare questo nella vita?
Il mio vicino di casa, che è anche un caro amico, lavorava come autista per quella che oggi è anche la mia azienda. Mi raccontava spesso del suo lavoro ed è così che la mia passione per questo mestiere è risbocciata. Un giorno mi sono detta: «Non voglio ritrovarmi da anziana, seduta in poltrona, a ripensare alla mia vita e avere il rimpianto di non averci provato». Così mi sono iscritta alla patente. Da ragazza avevo già rinunciato a un sogno, non volevo doverlo fare di nuovo.
Qual era quel sogno?
Volevo entrare nelle forze dell’ordine. Mio nonno era Carabiniere e sognavo di seguirne le orme. All’epoca però le donne non erano ammesse nell’Arma, così tentai con la Polizia di Stato. Anzi, per la precisione puntavo alla Stradale. Al concorso presi un ottimo voto allo scritto, ma la chiamata per la visita successiva non arrivò mai. Oggi sul mio camion ho un modellino dell’auto della Polizia come ricordo di quell’opportunità mancata. Ma questo sogno, almeno, dipendeva da me, e non potevo lasciarlo scappare.
La tua famiglia come ha reagito alla tua decisione?
I miei due figli, Raphael Leon di 16 anni e Raul Domink di 12, mi hanno sempre supportata. Ogni tanto sentono la mia mancanza, ma onestamente riesco a essere più presente per loro oggi rispetto a quando lavoravo in hotel. All’epoca arrivavo spesso in ritardo al doposcuola, li vedevo poco. Adesso invece, anche grazie all’aiuto del mio ex marito, riesco a dedicarmi di più a loro. Viaggiando prevalentemente di notte ne approfitto per dormire la mattina mentre loro sono a scuola, e quando tornano trovano la casa che profuma di cibo, come quella della mia infanzia.
Una curiosità: perché entrambi i tuoi figli hanno un doppio nome?

È un omaggio ad altre due mie grandi passioni. Una è il cinema, quindi Leon è un omaggio al celebre film di Luc Besson. E poi sono appassionata di motori, quindi Dominik è un omaggio a Dominic Toretto della saga Fast & Furious.
Il primo viaggio non si scorda mai: come è andato e come lo hai vissuto?
Devo ammettere che lo switch da un lavoro costantemente a contatto con il pubblico ad un lavoro nel quale sono da sola per la maggior parte del tempo è stato abbastanza traumatico. Mi piace definirmi «un animale da branco», per cui non è facile trascorrere tanto tempo da sola in cabina. I primi viaggi però li ho fatti in affiancamento. Ho iniziato il 20 febbraio 2025 e dieci giorni dopo ho iniziato a viaggiare da sola.
Tu non avevi alcuna esperienza di guida. Quanto ha influito questo sul tuo inizio?
Il mio amico e vicino di casa mi ha presentata alla Sti Trasporti, ma il mio inserimento non è stato scontato. Erano titubanti all’inizio, non è facile dare fiducia ad una principiante di 52 anni. Però si impara. I colleghi e le colleghe sono stati preziosi e mi hanno sempre aiutata, soprattutto agli inizi con le manovre.
Ci sono altre donne autista in azienda?
Sì, quelle che vedo più spesso sono Rossana e Floriana, ma ce ne sono anche delle altre che però non vedo praticamente mai perché facciamo linee diverse. È una sorta di staffetta: partiamo dal Nord e arriviamo fino ad Agrigento, e ognuno ha la sua tratta.
L’articolo con l’intervista completa lo trovate al link qui sopra!
Ciao a tutte e buona strada sempre!
Il nostro libro “Soprattutto camioniste” continua a viaggiare tra i nostri amici, quando riesco faccio ancora le foto, mi piace sapere chi lo leggerà!
Eccolo tra le mani del grande Marvin, un super appassionato di veicoli d’epoca a cui dedica i suoi video su You Tube, nella foto è insieme a Paolo e Stef al raduno di Mondovi.
Qui sono con Giuliano al Museo della Fondazione Marazzato, lui è un carissimo amico dell’Associazione “4 Assi Più”, il mio cicerone personale che risponde ad ogni mia domanda sui camion d’epoca, le sa veramente tutte!
Un simpatico incontro on the road con Samu, nostra futura collega!
Ciao a tutti e tutte e buona strada sempre !
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